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mercoledì 2 marzo 2011

Arte: l’Italia nell’Inghilterra Vittoriana.


La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma ha in corso sino al 12 giugno 2011 una importante mostra dedicata al rapporto di fascinazione fra l’arte inglese del XIX secolo e la cultura artistica italiana, dal “gusto dei primitivi” al pieno Cinquecento, partendo dai paesaggi di ispirazione italiana di William Turner, attraverso gli studi di John Ruskin su cicli pittorici, monumenti e architetture. A distanza di 25 anni dalla fortunata retrospettiva dedicata a Burne-Jones, la Galleria Nazionale d’Arte Moderna torna con una grande mostra sull’arte inglese del secondo Ottocento in cui sono esposte più di 100 opere, provenienti da prestatori privati e musei internazionali, molte delle quali per la prima volta in Italia.
Il nucleo principale della rassegna comprende i preraffaelliti Dante Gabriel Rossetti, Edward Burne-Jones, William Morris e indaga la particolare declinazione del classicismo nell’ambito della Royal Academy operata da artisti come Frederic Leighton e da rappresentanti della cultura estetica e simbolista come Albert Moore, George F. Watts e John William Waterhouse.  La mostraDante Gabriel Rossetti – Edward Burne Jones e il mito dell’Italia nell’Inghilterra vittoriana è curata da Maria Teresa Benedetti, Stefania Frezzotti, Robert Upstone.

domenica 13 febbraio 2011

Ford accusa Ferrari. Il nome della F150 infrangerebbe il copyright

La Ford come marchio in sé si è affacciato in Formula 1 solo in qualità di costruttore e mai come team, anche se la Jaguar Racing del 2000 poteva ben essere considerata rappresentante della casa. Nonostante ciò, pare che la nuova Ferrari F150, che correrà nel Mondiale 2011 con Alonso e Massa, infranga un copyright americano, quello di un pick-up.
Sembrerebbe strano che nessuno se ne fosse accorto fino ad ora. Inoltre il pick-up Ford F-150 è in commercio dal lontano 1975, per cui non stiamo nemmeno parlando di un modello sconosciuto. Piuttosto dura è stata, infatti, la reazione della casa, che ha sentenziato «La Ferrari avrebbe usato F150 al fine di capitalizzare e ricavare profitti dalla buona reputazione che la Ford ha sviluppato sul marchio F150. Un marchio di cui la Ferrari si è indebitamente appropriata.»
Un accusa molto pesante, che però potrebbe anche finire in una bolla di sapone, dato che a Maranello si sono affrettati a cambiare il nome della monoposto in “F150th Italia”, che grazie al “th” tipico dei numeri ordinali in inglese spiega con più precisione che il nome deriva dalla volontà di celebrare il 150° anniversario dell’unità del Paese e non certo rubare alcunchè alla Ford.
«Non si può confondere la monoposto del prossimo campionato di F.1 con un qualsiasi veicolo di tipo commerciale ovvero pensare che vi sia un legame ad altro marchio di veicolo stradale e risulta pertanto davvero difficile comprendere quanto espresso dalla Ford. Quest’anno è stato deciso di dedicarla ad un anniversario particolarmente significativo come il 150esimo dell’Unità di Italia, la cui importanza ha indotto il nostro Governo a proclamare, solo per quest’anno, una festività nazionale. Per questi motivi la Ferrari ritiene che non si possa confondere la propria monoposto del prossimo campionato di F1 con un qualsiasi veicolo di tipo commerciale.»
Tanto rumore per nulla? Probabile.

Ruby: manifestazioni anche all'estero

Anche nel resto del mondo le donna si sono mobilitate in occasione della mobilitazione "Se non ora quando?".
Oltre un migliaio di persone sono giunte oggi davanti al Sacro Cuore di Parigi per protestare contro il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi. ''Anche a Parigi diciamo basta'', ''Berlusconi e' tempo di dire addio'', sono alcuni degli slogan scanditi dai manifestanti che continuano ad affluire davanti alla celebre basilica della capitale francese, nel quadro delle manifestazioni ''Se non ora quando?''.
Anche gli italiani di Londra sono scesi in piazza per la dignità delle donne: palloncini viola, ombrelli variopinti in una giornata piovigginosa, alcune centinaia di persone - molti uomini - si sono raggruppati sul marciapiede di Whitehall, la 'strada del governo' britannico, all'incrocio con Downing Street per la manifestazione "se non ora quando?". Mamme coi passeggini, giovani, uomini e donne di mezza età hanno ascoltato attenti i discorsi innalzando cartelloni: "Cercasi presidente del Consiglio onesto, dignitoso, rispettoso della Costituzione. Astenersi mitomani, sessodipendenti, collusi e ricattabili. Istrionismo non gradito", era lo slogan di un poster con cornice tricolore affisso alla staccionata dentro cui si è svolta la manifestazione.